Art 1: Cosa è l'Ayurveda

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Ayurveda è un termine sanskrito composto da due vocaboli: Ayur e Veda. Ayu significa vita, longevità e Veda significa conoscenza perciò Ayurveda può essere tradotto come “ la scienza della vita” . Il concetto di vita / salute in Ayurveda assume un significato olistico che va oltre l’accezione di funzione biologica e/o organica.

Perciò l’intento dell’Ayurveda non si conclude con il trattamento delle malattie in soggetti malati ma estende la propria azione al fine di promuovere, proteggere e mantenere una condizione di pieno benessere fisico, mentale e spirituale che non può prescindere dall’ambiente in cui l’individuo è inserito.

Per l‘Ayurveda la salute (swatcha), non è solo assenza di malattia o solo una buona funzionalità dei sistemi organici ma uno stato di appagamento e di benessere fisico, mentale e spirituale che può essere conseguito favorendo un comportamento di serena convivenza con tutte le creature, i familiari, gli amici, il lavoro, l’ambiente; armonizzandosi con i cicli della natura e curando l’alimentazione in relazione alla propria costituzione individuale.

Di fatto l’Ayurveda indica una serie di sane abitudini che promuovono uno stile di vita favorevole al mantenimento del benessere psicofisico.

Adottando questo metodo l’individuo può diventare protagonista della propria vita e rendersi così garante del proprio stato di salute inteso come armonia delle funzioni organiche e senso di appagamento generale.

L’Ayurveda in questo senso promuove uno spirito di autosservazione, autoconoscenza e autorealizzazione. A tal proposito i suggerimenti consigliati riguardano la dieta, lo stile di vita, l’attività fisica, lo studio e le cure personali (che naturalmente comprendono il massaggio o l’automassaggio), il tutto andrà adattato alle condizioni climatiche stagionali.

Rilassa profondamente, fortifica la mente e lo spirito, elimina gli eccessi di adiposita’ e di tossine, ringiovanisce il corpo tonifica e nutre i tessuti, combatte lo stress, scioglie le tensioni e le rigidità.

Art 2: I Cinque Elementi

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L’origine della vita è causata dal congiungimento dei due poli primordiali di carica opposta, maschile e femminile, rappresentati nell’ iconografia tantrica  da Siva e Sakti, uniti in un amplesso amoroso.

Per principio maschile s’intende la realtà incorporea non causata o coscienza originaria. fonte e base spirituale chiamata Purusha che unendosi a Prakriti, natura primordiale, origina il soffio vitale del cosmo denominato Prana.

Il Prana interagendo con la matrice materica, dà inizio alla progressiva formazione di cinque livelli di energia che determinano la manifestazione stessa della materia nei suoi diversi gradi di rarefazione e densità.

Il livello di energia più sottile dà origine all’ elemento chiamato Akashsa ( ETERE) che corrisponde al campo di pura energia privo di resistenza; può essere paragonato allo spazio che rappresenta il primo elemento, grembo dentro il quale tutti gli altri elementi gradualmente più densi saranno poi manifestati.

Il livello successivo di energia dà origine all’ elemento Vayu ( ARIA) di frequenza leggermente inferiore rispetto al precedente. Questo elemento è caratterizzato dal movimento; è leggero, secco, freddo, sottile, dispersivo, ed è in relazione con la percezione tattile.

L’attrito prodotto dal movimento dell’ aria genera calore che a sua volta origina l’elemento Tejas (FUOCO). Questo rappresenta tutto ciò che è radioso, conferisce calore, conversione, trasformazione e luminosità.

Il livello successivo vibra a una frequenza ancora più lenta; origina Apas (ACQUA).

Infine il concepimento della creazione è determinato dal livello energetico a frequenza più bassa e lenta che dà origine a Prithvi ( TERRA). Questo elemento rappresenta la struttura fondamentale, la stabilità e la manifestazione più densa dell’ energia.

Art 3: I tre Dosha

 

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I cinque elementi ( maha- bhuta) aggregandosi, si manifestano fisiologicamente nel corpo nella forma di tre umori biologici dosha ( energie primarie fisiologiche):

Vata Dosha ( etere + aria), agente di propulsione e movimento, regola i processi disgreganti.

Pitta Dosha ( fuoco + aria ), agente di interscambio, governa le trasformazioni metaboliche.

Kapha Dosha ( terra + acqua), agente di inibizione, promuove coesione e mantenimento.

I tre dosha sono principi fondamentali interagenti.

Il termine sanskrito “dosha” letteralmente significa danno o errore.

Questo sta a sottolineare la loro interdipendenza intesa come reciproco controllo.Infatti è proprio dalla loro interazione che nasce il processo che regola uno stato di equilibrio dinamico necessario al buon mantenimento del benessere fisico e mentale. I dosha presiedono a tutte le funzioni fisiologiche dell’ organismo, inoltre sono degli intermediari tra l’individuo e l’ambiente esterno ( dieta, stile di vita, fattori climatici, stagioni).

In ayurveda uno stato di malessere sia fisico che mentale si riferisce sempre a un dosha alterato.

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Vata Dosha:la persona Vata è snella, ha la pelle secca, è attiva, vivace, creativa e flessibile.  Determina il ritmo del metabolismo e delle funzioni organiche, le pulsioni nervose, ogni movimento viscerale volontario e involontario; è considerato il dosha primario perchè veicola gli altri due. LA SUA FUNZIONE: conduzione nervosa, tutti i movimenti esterni e interni dell’ organismo (attività motoria, deglutizione, movimenti riflessi e involontari come lo sbattere delle palpebre etc, movimenti peristaltici, frequenza respiratoria e cardiaca), attività cinetica ad ogni livello. Le sue sedi principali sono: tutte le cavità, ossa, intestino crasso, gambe, orecchie, pelle, colon.

Pitta Dosha : la persona Pitta di solito ha i capelli chiari, è di costituzione media, è intelligente, determinato, organizzato, coraggioso e tende alla leadersheap. Determina il grado di intensità del metabolismo, la temperatura corporea, il fuoco digestivo, i processi di conversione e trasformazione biochimica, la produzione di ormoni e enzimi. LA SUA FUNZIONE: trasformazione e digestione del cibo, produzione di calore, intensità metabolica. Le sue sedi principali sono: intestino tenue e duodeno, stomaco, ghiandole, sangue, occhi, pelle, fegato.

Kapha dosha: la persona Kapha ha una struttura ossea pesante e un corpo forte, ha un carattere calmo e rilassato, ama dormire ed è piuttosto avaro e geloso. Sostiene le fasi anaboliche, ricostruisce i tessuti, dà coesione, struttura, stabilità raffreddamento e lubrificazione. LA SUA FUNZIONE: accrescere e / o ricostruire i tessuti, lubrificare e proteggere, accumulare energia. Le sedi principali sono: petto, testa, gola, stomaco, giunture, plasma, secrezioni liquide del corpo ( saliva, secrezioni genitali), polmoni, cavità nasali e paranasali, zone di accumulo adiposo.

La costituzione individuale

L’individuazione della costituzione ” prakriti” detta anche biotipologia individuale è il primo passo nella terapia ayurvedica. La costituzione individuale dipende dai seguenti fattori:

  • stato dello sperma e dell’ ovulo al momento del concepimento ( eredità genetica);
  • condizione interna dell’ utero;
  • natura della stagione;
  • cibo e abitudini della madre durante la gravidanza

Ogni individuo eredita una certa biotipologia determinata dal peculiare rapporto dei dosha durante il concepimento e dal modo con cui questi vengono alimentati durante la formazione del feto. In ogni caso ogni persona a prescindere dalla costituzione ha sempre una compresenza dei tre dosha , e la malattia, sopratutto cronica, coinvolge uno squilibrio di tutti e tre i dosha.

Art 4: Costituzione Ayurvedica e alimentazione


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Dal momento che il cibo di cui ci nutriamo diventa parte di noi e qualunque cosa venga consumata sotto forma di cibo, aria e acqua ha un effetto sottile sulla salute del nostro organismo, ne risulta che per avere un corpo sano e una mente calma ed equilibrata, abbiamo bisogno di cibo della stessa natura e di prepararlo in modo da preservare tali proprietà.

Un’ importante forza vitale da considerare è il prana di cui sono ricchi gli alimenti freschi e gli ortaggi coltivati con metodi naturali, mentre gli alimenti surgelati e inorganici oppure ortaggi coltivati artificialmente hanno una scarsa forza pranica. Inoltre, anche ai cibi sono applicate le tre qualità rajas, sattva, tamas.Il cibo sattvico è quello che non disturba l’equilibrio e l’armonia del corpo e della psiche e sviluppa forza, amore e felicità.

La scelta del cibo in base alla costituzione ayurvedica

Nell’ universo tutto è correlato al punto che addirittura i sei sapori degli alimenti classificati nell’ayurveda ( dolce, salato, aspro, pungente, amaro, astringente) sono in stretta relazione con i cinque elementi ( terra, acqua, fuoco, aria, etere) e con i tre dosha : vata, pitta, kapha.

1. Sapore dolce: terra + acqua ( zuccheri, amidi), è calmante del carattere e dell’appetito.
2. sapore salato: acqua + fuoco (sale da tavola, alghe), stimola l’appetito.
3. sapore aspro: terra + fuoco (frutti acidi), stimola le ghiandole gastriche, stimola la secrezione salivare e favorisce il senso di soddisfazione.
4. sapore pungente: fuoco + aria (spezie), stimola il metabolismo, riscalda e purifica.
5. sapore amaro: aria + etere (erbe amare), purifica e depura, stimola il fegato e la cistifellea.
6. sapore astringente: terra + aria (tè, melograno), sedativo delle mucose, prosciugante.

Poichè i sapori influenzano strettamente i dosha, il sapore di un cibo di cui tenere conto nella scelta di una dieta è un fattore determinante per l’alimentazione sana ed equilibrata anche se non si esegue strettamente quella ayurvedica.

Vata : (aria + acqua) è aggravato dai sapori che contengono l’elemento aria ossia i sapori amaro, pungente e astringente, mentre è alleviato da quelli che non lo contengono ossia i sapori salato, aspro e dolce.

Pitta: (fuoco + acqua) è aggravato dai sapori che contengono l’elemento fuoco ossia i sapori aspro, pungente e salato, mentre è alleviato da quelli che non lo contengono, ossia i sapori amaro, astringente e dolce.

Kapha: (terra + acqua) è aggravato dai sapori che contengono l’elemento terra ossia i sapori dolce e aspro e dal sapore salato per la sua tendenza a favorire l’aumento di peso e l’umidità, mentre è alleviato da quelli che non lo contengono ossia i sapori pungente e amaro e il sapore astringente grazie all’ elemento aria.

Più sprint al metabolismo

L’ayurveda non ti prescrive diete, ma ti dice di mangiare di tutto, con un occhio alla tua costituzione e con una particolare attenzione alla “bussola” dei sapori.

Per dimagrire, secondo la teoria ayurvedica, occorre eliminare drasticamente i cibi di sapore dolce e salato, che aumentano kapha, e privilegiare i sapori piccanti e amari. Questi infatti sono in grado di ridurre l’energia di tipo kapha che favorisce gli accumuli di grasso e la cellulite edematosa, con presenza di gonfiori dovuti al ristagno di liquidi nei “tessuti”.

Gli alimenti piccanti e in particolare le spezie come zenzero, curcuma, cumino, sono molto utili per dimagrire: fanno bruciare di più e accellerano l’eliminazione delle sostanze residue. Chi è in sovrappeso, infatti, ha in genere un metabolismo lento, per cui anche limitato a perdere i chili di troppo.

In sanscrito, l’antica lingua indiana, il metabolismo è chiamato Agni cioè fuoco.

Agni ha sede nello stomaco e coincide con la capacità digestiva: se questa è buona il cibo si trasforma velocemente e nel corpo restano meno tossine-

Non solo le spezie, ma anche le bevande calde mantengono acceso Agni. Per questo l’ayurveda suggerisce di accompagnare i pasti con bevande tiepide, perchè quelle fredde rallentano la digestione e aumentano kapha favorendo il sovrappeso. La bevanda migliore è il tè verde perchè ha sapore astringente e un ottimo effetto antifame. Invece vino e alcolici rallentano lo smaltimento dei grassi.

Per far funzionare al meglio la dieta impara anche a sfruttare le energie vata, kapha e pitta che agiscono nell’ universo con punte di massima diverse nell’arco della giornata. Basta conoscere i loro orari e comportarsi di conseguenza per ottenere il massimo anche in termini di linea.

A tavola con l’orologio

Per perdere peso non dimenticare che vata è attivo sopratutto tra le 2 e le 6 del mattino e tra le 14 e le 18, ti aiuta a dimagrire perchè favorisce l’eliminazione delle tossine. Per stimolarlo alzati presto, bevi un bicchiere di acqua tiepida con una spruzzata di limone e un pizzico di zenzero. Kapha, che prevale tra le 6 e le 10 e tra le 18 e le 22 è invece l’energia della lentezza e dell’assimilazione. Ecco perchè, se vuoi perdere peso, devi mangiare il meno possibile in queste ore ( la colazione deve essere leggera) e sopratutto evitare continui spuntini.
Pitta, che è la forza del fuoco, fa sentire la sua influenza tra le 10 e le 14 e tra le 22 e le 2 . Sotto il suo controllo il metabolismo è più attivo e la digestione migliore. Per questo si consiglia di fare il pasto principale verso mezzogiorno e di limitarsi a una cena leggera la sera.

I gusti che ti aiutano a perdere peso

Il sapore piccante è un toccasana per la linea perchè riscalda e scioglie i grassi e le tossine, attiva il metabolismo. Bisogna stare attenti a non esagerare perchè l’eccesso di questo sapore può provocare disturbi gastrointestinali.

Cibi: aglio, peperoncino, pepe, cipolle, ravanelli, prezzemolo, menta, zenzero.

I cibi che hanno un sapore astringente asciugano i liquidi in eccesso e smorzano l’ appetito perchè decongestionano le mucose della bocca e dello stomaco.

Cibi: legumi, finocchi, carciofi, mele, pere, mirtilli, salvia, rosmarino, curcuma.

Art 5: Alimentazione costituzione Kapha

         Cibi adatti alla costituzione:

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Kapha ha bisogno di una dieta con finalità stimolanti, purificanti e riducenti i liquidi in eccesso

 

 

ALIMENTO  SI  NO
Legumi Tutti Soya; tofu
Vegetali Barbabietole; carote; ravanelli; cavoli;

cavolfiori;cavolini dibruxelles; mais appena colto;

germogli di bambù; melanzane cipolle; cicoria; lattuga; porro;sedano; rucola; broccoli; cipolla cruda

Patate; pomodori; cetrioli; zucchine; zucca
Spezie Pepe di cayenna; peperoncino rosso; zenzero; curcuma;aglio; senape Sale ( da solo usarne pochissimo)
Frutta Mele (in poche quantità); melograno; papaya; limoni;

pompelmi, mirtilli

Banane; uva; datteri; arance; ananas; anguria; meloni; mango;frutta secca
Cereali Miglio; orzo; avena secca; granturco; Frumento; riso nuovo
Latticini Latte di soya; latte di capra Formaggi; burro; latte freddo; gelato
Oli Olio di girasole; olio di mais Tutti gli altri no
Dolcificanti Miele vecchio (6 mesi) Tutti gli altri dolcificanti
Carni Pollo; tacchino; coniglio (molto speziate) Carni rosse
Pesce Di piccole dimensioni con tante lische Frutti di mare; polipi; salmone; tonno
Bevande Tè; caffè; tisane dal gusto astringente (zenzero e cannella)

Mai acqua fredda; evitare l’aggiunta di latte e zucchero

Note aggiuntive: evitare i cibi grassi, fritti, dolci, cibi salati, non eccedere con il pane.

 

       Dieta Kapha Dosha:

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Kapha ha bisogno di una dieta con finalità stimolanti, purificanti e riducenti i liquidi in eccesso. Se fossi prevalentemente Kapha, mi dovrei impegnare con determinazione e con distacco per raggiungere questi miei obbiettivi. Perciò dovrei prediligere quei cibi né troppo caldi, né troppo freddi, leggeri e asciutti, ma ben speziati, dai gusti pungenti o piccante, amaro, astringente o acido.
Non dovrei bere acqua fredda ne tantomeno ghiacciata. Dovrei sforzarmi di moderarmi nel cibo (mangiando poco e non frequentemente) preferendo assumere il cibo nel periodo della giornata che va dalle h. 10,00 alle h. 18,00: il pasto sostanzioso a mezzogiorno, e più leggeri gli altri due. Non dovrei dilungarmi a lungo sia nel mangiare sia nella preparazione del pasto, né dormire dopo mangiato, potrei fare spesso a meno della colazione, così come mi sarebbero di beneficio saltare qualche pasto o digiunare. Dovrei fare attenzione a non considerare il cibo come conforto affettivo, sviluppando attaccamento verso di esso. In tema dell’ alimentazione, dovrei incanalare le mie energie , piuttosto che a consumarle, ad offrire il cibo, concentrandomi nella preparazione del cibo destinato a altri.

I cibi per Kapha devono avere la qualità dell’elemento fuoco

Le persone di costiyuzione Kapha hanno corpi morbidi o oleosi, lisci, densi e la temperatura del corpo è fredda. Per natura Kapha è un dosha lento e digerisce il cibo in modo lento. I tipi Kapha presentano squilibri provocati da eccessivo consumo di dolci e cibi ricchi di calorie . Va favorito il cibo che aumenta la leggerezza, mangiare cibi piccanti provoca una digestione migliore e riscalderà il corpo. Mangiare cibi amari e astringenti aiuterà a diminuire l’appetito.
Aggiungere dei gusti pungenti alla dieta a base di spezie è uno dei metodi migliori per riequilibrare Kapha. I cibi caldi e pungenti sono ottimi in inverno, la frutta, la verdura cruda e le insalate sono estremamente indicate perchè le loro fibre tonificano il tratto intestinale.

Frutta: L’assunzione della frutta alimenta la presenza idrica e può indurre l’incremento di muco nell’ organismo; per questa ragione non si consiglia nei tipi Kapha particolarmente se in combinazione con altri cibi. Ricordiamoci, tuttavia, che la frutta è contraddistinta da un’ energia leggera, inefficace generalmente a incrementare sensibilmente Kapha, caratterizzato tipicamente da un’energia pesante. Per contribuire a ridurre l’adipe e a dissolvere il muco si rivela utile l’assunzione di frutta dal gusto acido, come limoni e pompelmi; attenzione a non dolcificarli con lo zucchero, mentre è lecito farlo con il miele. Qual’è l’effetto più sfavorevole della frutta dolce sull’organismo? La risposta dipende dalla constatazione che essa inibisce il fuoco digestivo: per questo non si consiglia alla costituzione Kapha.

Verdure: Per la loro energia “leggera” e le loro proprietà diuretiche ( carote, sedano) che tendono a ridurre la massa idrica corporea, la maggior parte delle verdure sono di blando beneficio per Kapha. Ad eccezione della stagione fredda in cui si possono mangiare crude, negli altri periodi dell’anno occorre cuocere le verdure al vapore, aggiungendo delle spezie (contrastanti la loro natura fredda), servendole tiepide con pochissimo olio per condimento.

Cereali: Dal momento che hanno energia “pesante”, con il risultato di accrescere la massa corporea, appare lampante che i cereali non sono proprio indicati per la persona a prevalenza Kapha. Vanno bene solo quelli caratterizzati dalla proprietà diuretica e espettorante, come pure quelli integrali e cotti al vapore. Attenzione al pane: tende a stimolare la formazione del muco ed ha proprietà appiccicose, con il risultato di accrescere il Kapha.

Legumi: Sono quasi tutti praticamente decisamente indicati, in quanto tendono ad incamerare acqua ed a aumentare l’elemento aria. Nonostante abbia una debole capacità di incrementare Kapha, tra le fonti proteiche, è molto meglio scegliere il tofu in luogo dei latticini, della carne, o delle noci.

Noci e semi: Abbiamo appena visto che sono controindicate, perchè? Hanno proprietà “pesanti”, tendono a incrementare la situazione di congestione e favoriscono la secrezione di muco, già tipiche di Kapha. Tuttavia, anche in questo caso è bene non astenersene completamente.

Oli: Posseggono la medesima natura idratante e pesante di Kapha, con l’effetto di accrescerne il dosha; è raccomandabile farne un uso estremamente moderato, abolendo del tutto i grassi animali, che sono ancora più pesanti. E’ decisamente preferibile orientarsi sugli oli leggeri, come quello di senape.

Latticini: Ad eccezione del latte di capra e dei suoi derivati, sono tutti molto sconsigliabili: favoriscono la produzione di muco e la congestione dell’ organismo. Il latte può rivelarsi ancora più pesante da digerire della carne e può causare allergie alimentari. Lo si può sostituire con il latte di soia, che non ha nulla a che vedere con il latte vaccino.

Carni: Sono tutte altamente sconsigliabili, in quanto tendono a lungo andare ad aggravare Kapha. D’altra parte, se fossi una persona Kapha, non soffrirei certamente per la mancanza di carne della mia dieta. Se proprio ne sentissi la mancanza, mi sarebbe lecito scegliere la carne di pollo e di volatili in generale, cucinata con spezie ma senza grassi, abbondando in tutte le altre carni , in particolare quelle grasse.

Dolci e dolcificanti: Salvo il miele, espettorante e sul lungo periodo disidratante, tutti i dolci sono altamente controindicati perchè incrementano notevolmente Kapha scatenando i disturbi e le malattie tipiche di questo dosha.

Spezie: Sono tutte di gran beneficio per questo dosha; sono infatti caratterizzate da energia “calda” ed “ asciutta” che contrasta efficacemente il dosha dominato dall’ elemento” acqua”. Le spezie sortiscono l’effetto positivo di stimolare il metabolismo prevenendo il deposito di grassi e l’eccesso di acqua nei tessuti.

Bevande: Se fossi Kapha dovrei bere poca acqua e mai fredda; mi basterebbe il giusto quantitativo indispensabile. Gusterei delle buone tazze di tè (anche caffè), tisane adatte dal gusto astringente, in particolare allo zenzero e alla cannella, dolcificando eventualmente con il miele, evitando l’aggiunta di latte e zucchero. Rispetto agli altri dosha, Kapha è quello che ha meno necessità di vitamine e di sali minerali, mentre ha più bisogno di spezie.

Art 6: Alimentazione costituzione Pitta

Cibi adatti alla costituzione
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Pitta trae giovamento dai cibi freschi, liquidi, dai sapori dolci, amari e astringenti.

 

ALIMENTO  SI  NO
Legumi  Lenticchie rosse; ceci; fagioli rossi; soia verde; piselli  Piselli verdi secchi
Vegetali  Asparagi; cetrioli; barbabietole; cavolfiori; cavoli; spinaci; lattuga; prezzemolo; verdure a foglia verde  Melanzane; patate; pomodori; peperone
Spezie  Coriandolo; cumino; finocchio; zaffero ( menta curcuma in quantità moderata), cannella; menta  Chiodi di garofano; pepe di cayenna; zenzero secco; semi di fieno greco;
Frutta  Banane; mele dolci; ananas dolci; fragole; melograni; uva matura; anguria; fico; mango; zucca; melone; prugna; avocado  Agrumi; mango; papaia; pompelmo
Cereali  Riso bianco; avena ; miglio; orzo; grano Granturco; riso integrale
Latticini  Latte di mucca; latte di capra; latte di soya; yogurt  Formaggi e yogurt troppo acidi
Oli  Soia; Arachidi; girasole; cocco  Mais; mandorle; sesamo
Dolcificanti  Sciroppo di malto; zucchero di canna  Miele vecchio; zucchero bianco
Carni  Pollo, tacchino, coniglio  Carni bovine
Pesce  Pollo, tacchino, coniglio  Crostacei
Bevande Tè; caffè; tisane dal gusto astringente (zenzero e cannella) Mai acqua fredda; evitare l’aggiunta di latte e zucchero

Note aggiuntive: evitare i cibi fritti, salati e aspri, troppo olio, la carne rossa, il caffè,l’alcool.

Dieta Pitta Dosha

Pitta trae giovamento dai cibi freschi, liquidi, dai sapori dolci, amari e astringenti. Se fossi un temperamento Pitta dovrei accostarmi al cibo con un atteggiamento di pace, di serenità, di calma interiore, di moderazione e gratitudine. Perciò la mia dieta dovrà risultare equilibrata sia nel rafforzare il mio organismo che nel moderare le mie attitudini. Preferirò il cibo che avrà caratteristiche rinfrescanti, calmanti, purificanti e moderatamente nutrienti, perciò troverei indicati anche i cibi crudi, i succhi e le spremute di frutta.
Mi orienterei su cibi non troppo caldi, né eccessivamente speziati o troppo ricchi di olio. Dovrei astenermi dai fritti, dai cibi troppo cotti e, per non sovraccaricare il fegato, da una dieta troppo ricca, in particolare di grassi. L’acqua dovrei berla solo fresca. Nella scelta dei cibi, dovrei dar fiato al mio senso critico, evitando inoltre di mangiare quando mi sento in preda alla rabbia, o mi scopro particolarmente irritabile, ad esempio a sera tardi. Dovrei guardarmi dal bere caffè e alcolici, mentre potrei assaporare una buona tazza di tè.

I cibi per Pitta devono avere la qualità dell’elemento acqua

Le persone Pitta dosha hanno un rapporto metabolico più alto, un buon appetito, spesso sete e sudano tanto. I fattori più comuni che aggravano Pitta sono l’eccessiva indulgenza verso l’eccessivouso di sale. Una persona di costituzione Pitta dovrebbe evitare del cibo che aumenta energia calda, meglio assumere l’energia fredda. Una buona dieta per l’estate è rinfrescante, poco volume, bere tanta acqua pura (evitare bevande industriali). In estate domina Pitta dosha, quindi meglio assumere una dieta Pitta pacificante: Gruta con latte, Muor con limone, succo di limone, Amlaki o melograno dolcificato. Verdure come asparagi, cetrioli, lattuga, germogli, piselli, patate. Frutta dolce, mela, uva, mango, prugne, melone, noci di cocco, cereali decorticati, riso bianco, orzo, avena, frumento ecc… Pitta viene pacificato dai cibi freschi specialmente in estate, che contengono pochi oli, sali e spezie. Per mantenere freschi in estate si dovrebbero generalmente evitare sottaceti, yogurt, panne acide, cibi fritti, alcool, formaggi, aglio, carni rosse, pesce, peperoncini. Per abbassare il calore in eccesso si raccomanda di prendere due cucchiaini di Gruta in un bicchiere di latte caldo che agisce anche da lassativo blando permettendo di eliminare dall’ apparato digerente il Pitta in eccesso.

Cereali: Dal momento che rafforzano ed armonizzano l’organismo senza sovraccaricarlo, la maggior parte dei cereali integrali è di notevole beneficio per Pitta. Anche quelli che hanno effetti stimolanti sul dosha, lo sono solo in misura blanda. Se fossi Pitta li dovrei semplicemente evitare nelle situazione acute di eccesso del mio dosha, come pure di farle diventare il mio ingrediente primario continuativo nella mia dieta. Ugualmente favorevole mi sarebbe l’assunzione della maggior parte dei cereali integrali sia con il pane che, ad esempio, con la pasta.

Verdure: Pitta può decisamente assumere quasi tutte le verdure, meglio crude. In inverno, o quando si sente debilitato, per la personalità Pitta è meglio assumere verdure cotte, anche al vapore o con del Gruta, mai fritte, sopratutto intensamente. Attenzione ai pomodori, melanzane, patate, cardi e spinaci: il loro contenuto acido può aggravare Pitta.

Frutta: Dal momento che è rinfrescante, calmante, armonizzante e dissetante, la maggior parte della frutta esercita effetti notevolmente benefici su Pitta. Salvo nelle situazioni acute, come ad esempio nelle affezioni acute dello stomaco ( gastriti, ulcere gastriche, duodenali, esofagiti, ecc) e le infezioni delle vie urinarie, al tipo Pitta è indicata anche la frutta dal gusto acido, se di stagione, come pure le banane.

Carne: L’assunzione di carne, sopratutto in quella rossa, ottiene per Pitta l’effetto di incrementare la costituzione, favorendo l’aggressività e l’insorgenza della rabbia. D’altra parte, pur potendone fare generalmente a meno, poiché basterebbero le proteine dei latticini e dei legumi, il tipo Pitta è attirato dalla carne, in quanto frequentemente asserisce che la sua assunzione gli conferisce un senso di forza e di potenza, ma si tratta di un desiderio ingannevole, che può portarlo fuori strada. E’ quindi abbastanza sconsigliata la sua assunzione.

Legumi: Con il suo potente fuoco digestivo Pitta è generalmente in grado di digerire i legumi, anche quando la loro cottura richiede l’aggiunta di spezie. Se la maggior parte dei legumi risulta blandamente favorevole per Pitta, non altrettanto lo è la loro preparazione con condimenti pesanti, in particolare di origine animale, come la pancetta o il lardo.

Latticini: Il latte ed i latticini freschi e non stagionati o salati sono decisamente indicati per Pitta. Il latte, in particolare riveste proprietà armonizzanti sia sul corpo che sulla mente. Molta cautela va invece posta verso i latticini dai gusti aspri ( lo yogurt ne è un esempio) in quanto i loro componenti enzimatici conferiscono loro proprietà riscaldanti. Una piacevole sorpresa: il tipo Pitta riesce a digerire i gelati meglio degli individui caratterizzati dagli altri dosha!

Olio: L’energia calda dell’olio lo rende particolarmente controindicato per Pitta. Meno indicati, poiché caratterizzati da una energia molto calda, sono gli oli di origine animale e quelli di noci e di semi. Viceversa sono preferibile il Grutaed e il burro siccome possiedono qualità rinfrescanti.

Noci e semi: In genere sono oleosi, sono caratterizzati da un’energia riscaldante, sortiscono perciò l’effetto di incrementare Pitta: quindi non sono indicati per questo dosha . Tuttavia, se freschi, hanno una minor capacità di aumentare Pitta rispetto alla carne e al pesce. Perciò quando si ha la necessità di apportare alimenti molto nutrienti, si può ricorrere all’assunzione di questi cibi.

Dolci: Sono particolarmente indicati per il tipo Pitta, che non ha generalmente problemi a metabolizzare lo zucchero ed ha spesso bisogno di ingerire qualcosa di dolce allo scopo di placare, calmare e armonizzare le sue emozioni. Il miele è indicato solo se fresco: oltre i sei mesi assume caratteristiche calde, che inducono l’incremento di Pitta.

Condimenti e spezie: Il cibo speziato è una delle cause principali dell’eccesso di Pitta : quindi non gli sono di beneficio. Tuttavia non tutte le spezie sono controindicate per Pitta: può orientarsi verso quelle dall’ energia neutra o rinfrescante, associandole, in particolare, a cibi pesanti. Il soggetto Pitta dovrebbe risparmiare molto sul sale, o meglio evitarlo: senza dimenticarsene l’importanza nei periodi caldi, dal momento che il cloruro di sodio è fondamentale nel mantenere l’equilibrio dei nostri fluidi biologici e delle cellule del nostro organismo.

Bevande: Non si deve far mancare al soggetto Pitta un adeguato apporto idrico: acqua fresca, tè nero o verde, succhi d’ananas, mirtillo ma assolutamente non caffè, birra, vino alcool. A Pitta occorre garantire un buon apporto sia di vitamine del gruppo B, K, (particolarmente importante per la coagulazione sanguigna), sia di ferro che di calcio. Dal momento che il tipo Pitta riesce a digerire bene le verdure crude, da queste è in grado di estrarre la maggio parte dei suoi fabbisogni vitaminici e di sali minerali.

Art 7: Alimentazione costituzione Vata

 Vata trae beneficio da cibi ben cotti , caldi, nutrienti e dai gusti dolci

 

ALIMENTO  SI  NO
Legumi Tofu; soya verde, lenticchie gialle Tutti gli altri
Vegetali Cipolla cotta; rape; crescione; asparagi; carote; spinaci; zucchine; cetrioli; zucca; fagiolini; ravanelli; olive, patate; piselli Cipolla cruda; aglio; peperoni; funghi; pomodori; cavoli; melanzane; spinaci; broccoli; verdura a foglia verde; cavolfiore.
Spezie Coriandolo; curcuma;anice; cumino; cannella; pepe di cayenna; chiodi di garofano; zenzero; noce moscata; origano; basilico; timo; rosmarino; salvia Pepe e senape con moderazione
Frutta  Banane; ciliege; albicocche; kiwi; arance: limone; pompelmi; prugne; fragole; fichi; uva; ananas; datteri; cocco; avocado; mango; papaya; melone; pesca; pera; mela cotta. Frutta secca; mele aspre; melograno
Cereali Frumento; riso (eccellente il basmati); avena; setain ; cus cus Limitatamente: Orzo; granoturco; segale; miglio
Latticini Latte di soya; yogurt fresco; formaggi leggeri; lassi ( bevanda indiana a base di yogurt) Gelato; formaggi stagionati
Oli Sesamo; oliva; girasole; soya mandorle; arachidi //
Dolcificanti Miele ; malto d’orzo e di riso; zucchero di canna; sciroppo d’acero Manzo ( solo da consumare di rado)
Carni Pollo; coniglio; tacchino Crostacei; frutti di mare
Pesce Pesce d’acqua dolce e salata Zucchero raffinato
Bevande Tè; caffè; tisane dal gusto astringente (zenzero e cannella) Mai acqua fredda; evitare l’aggiunta di latte e zucchero

Note aggiuntive : evitare il digiuno prolungato, i cibi secchi, astringenti, crudi e evitare l’alcool.

Dieta Vata Dosha

 Vata trae beneficio dai cibi ben cotti, caldi, nutrienti, liquidi, dai gusti dolci , acidi, salati. Sono viceversa sconsigliati i gusti amari, astringente, pungente.
Questo ultimo sapore può essere utilizzato, tuttavia, con le stesse funzioni di una spezia e non tanto come alimento. Il sapore aspro e pungente di un cibo sarà di giovamento per stimolare l’appetito e favorire la buona digestione, a meno che non si tratti di un individuo ipersensibile.

Il tipo Vata è soggetto a diverse alterazioni digestive. Queste lo portano a una impropria digestione di cibi nutrienti ma pesanti, comunque indicati per la sua tipologia. Bisogna stare attenti che la potenza del nostro fuoco digestivo sia adeguata al tipo di cibo, altrimenti dalla digestione incompleta può derivare la produzione di tossine, da cui possono scaturire ulteriori problemi. Se fossimo una persona con prevalenza Vata, dovremmo regolarmente assumere, nell’ arco della giornata cibi caldi, particolarmente nutrienti, riscaldanti, idratanti, calmanti e ricostituenti. Dovremmo preoccuparci di non bere acqua fredda o di ingerire cibi ghiacciati. Anche bevande stimolanti come il caffè (caratterizzato dal gusto amaro) sono controindicate, ci sarebbe tuttavia consentito un mezzo bicchiere di vino rosso a pasto. Non dimentichiamoci che il tipo Vata è per natura un temperamento irregolare. Può quindi, da un lato dimenticarsi di mangiare, e dall’altro di non avere per niente voglia di cucinare. Quando si cimenta con le padelle, cè il rischio che faccia bruciare tutto. Se sta gustando un piatto succulento, può arrivare ad abbuffarsi esageratamente. Il tipo Vata è facilmente vittima delle allergie alimentari.
Perciò deve essere cauto anche nell’assunzione di cibi normalmente considerati adeguati, ma nel suo caso a rischio. Questo problema si presenta particolarmente con le patate, i pomodori, le melanzane, il pepe e il peperoncino. Spesso non si tratta tanto d’allergia ad alcuni alimenti, ma dipende dalla sua spiccata ipersensibilità che vanifica le già deboli capacità digestive di Vata. Perciò se fossi Vata, piuttosto che pormi delle inutili e penose restrizioni alla alimentazione, mi sforzerei di instradarmi verso un corretto regime dietetico, coadiuvato da una terapia riequilibrante realizzata con opportuni rimedi a base d’erbe.

I cibi per Vata devono avere la qualità dell’elemento terra

Nelle persone Vata Dosha è particolarmente importante un corretto apporto giornaliero di cibi di qualità terra, e una buona assunzione di cibi dal gusto acido: la vitamina C (l’acido ascorbico) contenuto nei Amlaki, limoni, pompelmi, arance. Inoltre importante soddisfare la necessità di un buon apporto di sali minerali: particolarmente zolfo, zinco, calcio.
Vata è asciutto, leggero, variabile, adattabile, rapido, freddo e ruvido.
Una persona di costituzione Vata dovrebbe evitare del cibo che aumenta queste caratteristiche. Per riequilibrare Vata Dosha serve una buona dieta fatta di cibi caldi e piccanti come quelli indiani e messicani, ideali per diminuire Vata a causa dell’abbondanza di oli che essi contengono.Oli, Gruta, la miscela di masala e lo zenzero viene considerata la migliore spezia per Vata ed è spesso usata per migliorare la digestione nei tipi Vata. Usare spezie dolci come cannella, finocchio e cardamomo aiuta le persone Vata a ripristinare un buon appetito. Si raccomandano tutti i frutti dolci come pere, albicocche, cocco, banane, datteri, melone, uva, susine.

Le persone Vata dovrebbero evitare il cibo che aumenta le caratteristiche Vata, si dovrebbe quindi evitare di assumere cibi freddi e leggeri a basso contenuto calorico come cetrioli, pomodori, germogli, melanzane, cavoli, verdure crude a foglia verde, ecc… Disturbi come dolori muscolari, l’artrite, insonnia, la costipazione, le vertigini o l’instabilità mentale appartengono alla categoria causata da squilibri di Vata, le persone che soffrono di questi disturbi dovrebbero seguire la dieta con le carattteristiche sopra menzionate.

Cereali: Poichè sono al tempo stesso nutrienti e pesanti, tutti i cereali sono indicati per controbilanciare moderatamente la costituzione Vata. Quando insorgono intolleranze digestive per gli altri cibi, queste persone spesso trovano proprio nei cereali la fonte prioritaria di riferimento.
Una dieta protratta a base di frumento riesce a alleviare molte affezzioni causate da squilibri di Vata. I cereali che detengono una capacità disidratante in eccesso, in quanto diuretici, possono aggravare Vata. Tuttavia, persino questi si rivelano preziosi in alcuni disordini di Vata connessi alla produzione di tossine, o Ama, come l’uso dell’ orzo per curare l’artrite. Poichè il pane contiene il lievito che, asua volta, induce la produzione di gas, quello che un tempo era l’alimento dei poveri è incline ad aggravare Vata.

Verdure: Il tipo Vata non può basarsi principalmente su una dieta vegetariana, perchè sarebbe troppo leggero per la sua costituzione. Tuttavia, può tollerare la maggior parte delle verdure, se cotte, col risultato di un lieve effetto benefico. Le verdure gli si adattano maggiormente se cucinate con dell’olio e poche spezie,meglio assieme a dei cereali. Le verdure crude e le insalate, sempre di stagione, vanno assunte con moderazione in quanto hanno un lieve effetto aggravante sul dosha. Il condimento migliore è l’olio extra vergine di oliva spremuto a freddo (che mantiene le vitamine liposolubili). I cavoli favoriscono la formazione di gas intestinale, mentre i funghi essendo diuretici, disidratano l’organismo: il risultato è che entrambi tendono ad aggravare Vata! Le cipolle crude provocano la formazione di gas intestinale, mentre, se cotte, si rivelano tra i migliori cibi anti- Vata. Molte verdure, pur sconsigliate, possono essere rese accettabili con l’aggiunta di spezie, olio, ( d’oliva, di sesamo o Gruta) formaggio o sale.

Frutta: Dal momento che possiede piacevoli proprietà blandamente armonizzati, purificanti, idratanti, quasi tutta la frutta è indicata per il tipo Vata: va consumata con moderazione, sempre secondo la stagione e lontano dagli altri alimenti. L’unica controindicazione è rappresentata dalla frutta secca che ha la peculiare caratteristica di indurre la formazione di gas intestinale, essa è perciò Vatogena: perciò va evitata. Va inoltre ricordato che la frutta ha un potere troppo blando per riuscire a controbilanciare un eccesso di Vata. La frutta contiene un’elevata prevalenza dell’elemento etere, se diventa uno degli alimenti fondamentali della nostra dieta può incrementare la magrezza corporea, la scarsità di concentrazione, il labile potere volitivo ed altre caratteristiche che contraddistinguono l’eccesso di Vata. Per questi motivi i tipi Vata non devono assumere prevalentemente la frutta, nemmeno nei luoghi più esotici!

Le carni: la carne ed il pesce controbilanciano blandamente Vata in eccesso: sono molto importanti per riequilibrare questo dosha. Le proteine della carne contribuiscono molto alla crescita dell’organismo: i tipi Vata hanno validissime ragioni per inserirla nella loro dieta. Possono addirittura arrivare che nessun altro alimento è per loro di tanto beneficio, specialmente se sono cresciuti con questa usanza. Anche in questi casi è sufficiente cibarsi di pollo e di pesce. Anche le uova svolgono un’azione molto efficace nel controbilanciare Vata. Raramente è necessario ricorrere alla carne di manzo, che d’altra parte, oltre a essere tamasica, presenta molti altri effetti collaterali. Tra queste ricordiamo la digestione difficoltosa, l’induzione di tossine e di torpore mentale. Quando parliamo di individui dal temperamento Vata, intendiamo delle persone particolarmente sensibili, per cui dobbiamo pensare anche all’eventualità che possano risultare contaminati dalle energie negative connesse all’uccisione dell’animale, riportando possibili disturbi psichici. Non dobbiamo pensare che per armonizzare i disturbi di Vata, anche quando sono particolarmente rilevanti, dobbiamo necessariamente ricorrere all’assunzione di carne, in proposito esistono dei rimedi a base di erbe che si dimostrano molto efficaci.

Latticini: Salvo i gelati e i formaggi stagionati, tutti gli altri latticini risultano decisamente indicati per il tipo Vata.

Olio: Poichè detiene le opposte qualità di umidificare (in quanto è idratante) e di riscaldare, l’olio è particolarmente adatto per armonizzare Vata. Salvo pochissimi casi, (rappresentati dall’ olio di girasole, di mais, di soia, e dalla margarina) tutti gli alti oli sono di beneficio per la persona di costituzione a prevalenza Vata. Tuttavia, dato che l’olio è pesante da digerire, è meglio applicarlo esternamente: può essere assorbito molto più facilmente per via cutanea, attraverso la pelle.

Noci e semi: Praticamente tutti i semi e le noci sono di beneficio per il tipo Vata, in particolare quando assunti crudi o leggermente tostati . Hanno proprietà calde, pesanti e umidificanti: un prezioso nutrimento per il sistema nervoso, quello riproduttivo e l’apparato respiratorio. Ma per la loro pesantezza digestiva, non dobbiamo abusarne nell’ assunzione. Quelli tostati, è il caso delle arachidi, sono ancora più inclini a causare difficoltà digestive.

Dolci e dolcificanti: la tipologia Vata, per garantire l’efficenza de suoi organi e dei fluidi corporei ( pensiamo alla glicemia ematica, ovvero al livello di zuccheri nel sangue) necessita, rispetto a Pitta e Kapha, di un maggiore apporto di zuccheri. Attenzione: dobbiamo usare solo gli zuccheri naturali, quelli raffinati dei processi industriali(lo zucchero bianco raffinato, per meglio intenderci) provocano il declino dell’ energia vitale del nostro organismo!
Poichè i tipi Vata sono soggetti alla formazione di gas intestinali, essi devono procedere con molta cautela nell’assunzione di zuccheri, ad alla loro combinazione con gli altri elementi. A maggior ragione non dovranno abusarne nella dieta.

Condimenti e spezie: il tipo Vata ha decisamente bisogno delle spezie per stimolare l’appetito, la digestione e espellere i gas. Le spezie si rendono particolarmente utili per permettere a queste persone di digerire correttamente anche i cibi pesanti e dolci. Tuttavia le spezie oltremodo piccanti, come il pepe o la senape, possono risultare eccessivamente disidratanti ed accentuare delle situazioni già compromesse da un eccesso di Vata.Ma le persone con prevalenza di Vata, specialmente nella stagione fredda invernale, troveranno un beneficio dalla loro assunzione. Ugualmente corretto sarà il garantire a queste persone, allo scopo di migliorarne la digestione, un aumentato fabbisogno di sale: il più indicato è il salgemma. Tuttavia, attenzione a non assumere troppo sale: perchè questo ha la capacità di aggravare tutti tre gli umori.

Bevande: Bisogna garantire al tipo Vata un adeguato apporto idrico giornaliero. L’acqua , di per sé, potrebbe rivelarsi non sufficente. Si ritengono preferibili bevande a base di latticini, o del tè, eventualmente arricchite col latte e un dolcificante naturale. Sono inoltre di beneficio le spremute di frutta dal gusto acido e dolce (ad esempio: di uva, melograno, limone o pompelmo)con acqua. Brahmi Rasa, Ambrosia, succo di uva consigliata. Sono ammissibili gli alcolici, ma solo in quantità molto ristrette: vino rosso (mezzo bicchiere ai pasti= o fermentato con erbe Ayurvediche ( Vino chiamato Arista e Aswa) la bevanda Shanti infuso caldo è consigliata.